Charles Ives. La scoperta dell'America

L'America di Charles Ives rivive nei suoi songs - fantastico riflesso della tradizione cameristica europea - e nelle dimensioni mahleriane della Concord Sonata, monumento fra i più significativi della musica statunitense.

Il concerto viene presentato da Emanuele Arciuli.
Sono a disposizione per il programma di sala le traduzioni in italiano.

PROGRAMMA

CHARLES IVES (Danbury, Conn. 1874 - New York 1954)
Selected Songs:

Walking, (Charles Ives)
Serenity, (John Greenleaf Whittier)
Thoreau (Charles Ives, adapted from themes in a Second Pianoforte Sonata)

Four German Songs
Du alte Mutter (da Aasmund Olafsen Vinje, Gamle Moder. Traduzione di Edmund Lobedanz)
Weil' auf Mir (Nikolaus Lenau, Bitte, da Gedichte, Erste Buch)
Ich Grolle Nicht (Heinrich Heine, da Buch der Lieder. Lyrisches Intermezzo)
Feldeinsamkeit (Hermann Allmers)

The Things Our Fathers Loved (Charles Ives)
The Housatonic at Stockbridge (Robert Underwood Johnson, da Poems)
Swimmers (Louis Untermeyer, da The Swimmers, in "The Yale Rewiew" 1915)
Tom Sails Away (Charles Ives, da Three Songs of the War)
Charlie Rutlage (D. J. O'Malley, da Cowboy Songs and other Frontier Ballads, collected by John A. Lomax)

 


Piano Sonata Nr. 2 "Concord - Massachusets - 1840/1860"
Emerson
Hawthorne
The Alcotts
Thoreau

 

Stephan Genz, baritono

Stephan Genz è nato a Erfurt nel 1973 ed ha fatto parte del coro di voci bianche della chiesa di St.Thomas di Lipsia. A Lipsia ha portato a termine i suoi studi musicali e ha in seguito frequentato i corsi di Mitsuko Shirai, Hartmut Höll, Elisabeth Schwarzkopf e Dietrich Fischer-Dieskau.
Nel 1994 ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale Johannes Brahms ad Amburgo e il secondo premio al Concorso Internazionale Hugo Wolf a Stuttgart. In occasione del suo debutto alla Wigmore Hall di Londra, dove ha cantato, a soli 23 anni, Lieder di Schumann e Wolf, si è affermato come la più promettente voce della nuova generazione di baritoni, arrivando a competere con i più celebri nomi del panorama liederistico e concertistico internazionale degli ultimi anni.
Ha collaborato con grandi direttori, tra i quali Daniel Harding, Nikolaus Harnoncourt, Kurt Masur, Fabio Luisi, Giuseppe Sinopoli, Kent Nagano, Georges Prêtre.
In campo lirico è attivo sui principali palcoscenici, dal Gran Théâtre de Genève, al Maggio Musicale, alla Scala, alla Fenice e al Regio di Parma.

 


Emanuele Arciuli, pianoforte

Emanuele Arciuli si è imposto come una delle voci più originali e interessanti della nuova scena concertistica. Il suo repertorio spazia da Bach alla musica d'oggi, di cui - con speciale riferimento agli Stati Uniti - è considerato uno dei più convincenti interpreti dagli stessi compositori, con molti dei quali ha stabilito un proficuo rapporto di stima e collaborazione. Fra i compositori che hanno scritto per lui compaiono Michael Nyman, George Crumb, Lorenzo Ferrero, Filippo Del Corno, Michele dall'Ongaro, Carlo Boccadoro, Brent Michael Davids e Louis W. Ballard, Friedrich Rzewski.
Il suo interesse per la cultura degli indiani d'America, inoltre, ha ispirato uno speciale progetto che vede impegnati i maggiori compositori nativi (Davids, Quincy, Croall, Chacon) in brani pianistici a lui dedicati.
È autore dei volumi "Rifugio intermedio - Il pianoforte contemporaneo tra Italia e Stati Uniti (Teatro di Monfalcone, 2006) e "Musica per pianoforte negli Stati Uniti" (EDT, 2010).
Nel 2011 gli è stato conferito il Premio Abbiati come miglior solista.